Memorie del Liceo Ricerche nei nostri archivi – Il Liceo "Grattoni"

7 gennaio 2011

I nostri ex alunni / relatori

Filed under: — Aurora Bonfoco @ 19:45

Virginio Giacomo Bono

Alunno del Collegio Ghislieri, si è laureato in Lettere presso l’Università di Pavia nel 1966, con Domenico De Robertis. Indirizzato a studi filologici e linguistici dai Maestri dell’Ateneo pavese (Lanfranco Caretti, Maria Corti, Cesare Segre), si è occupato di questioni manzoniane e di problemi di lingua e stile in scrittori lombardi: nel 1967 ha pubblicato in Studia Ghisleriana (“Studi letterari” per il IV centenario della fondazione del Collegio) il saggio Lo stile di Alberto Cantoni; dal 1965 al 1972 ha atteso all’elaborazione dei materiali dialettali raccolti da Alessandro Maragliano nell’Ottocento e confluiti nel Dizionario dialettale vogherese (Patron, Bologna 1976, collana linguistica diretta da Carlo Tagliavini), quindi ripubblicati distintamente dal 2003 al 2005; nel 1978 ha curato la stampa delle Poesie dialettali.

Successivamente ha svolto attività culturale intesa a far conoscere il patrimonio d’arte, di tradizioni, di storia dell’Oltrepò con volumi (a iniziare da Oltrepò Pavese, aspetti di cultura contadina, Silvana Editoriale, Milano 1979), saggi, articoli di giornali e riviste. Principali pubblicazioni: Marchesato di Casei e Cornale (1981); Riti del Carnevale a Voghera (1983); Voghera, palazzi e chiese (1984); Paolo Borroni, un pittore vogherese nell’Europa del ’700 (monografia, 1985); Le pietre chiare (1994); La pittura nell’Oltrepò, dai Boxilio a Pellizza (1997); Quei colori delle stagioni (1998); Ambrogio Casati (monografia, 1999); Ambrogio Casati – Disegni di guerra 1916-1919 (1999); Pittura e scultura nell’Oltrepò, moderni e contemporanei (2000); Voghera, il volto del passato (2001); Un giornale, una città e un modo di guardare (2005); Alessandro Maragliano, racconto di un amore (monografia, 2007); Pietro Bisio, espressività del segno e sperimentazione (monografia, 2008); In quel paese malnato – Cornale e il Grande fiume (2010).

Al territorio alessandrino rimandano gli studi su Giuseppe Pellizza (Teresa o pensieri: diario inedito di Pellizza da Volpedo, 1986, e Carteggio degli amici vogheresi, 2001) e sulla figura e l’opera di San Pio V (San Pio V Ghislieri, 2004; I luoghi di San Pio V, 2006).

Dopo la pubblicazione delle Vestali del futurismo (immagini e carteggio inedito delle Angelini con i protagonisti, 1991), il futurismo si è rivelato un particolare settore di interesse. Ne è seguita la mostra realizzata nel 1994 dal Comune di Voghera su Marinetti e il suo movimento nell’Oltrepò (con un grande spettacolo futurista da Voghera portato a Praga) e la relazione (Luoghi e figure marinettiane nel “chiaro di luna”) nella giornata di studio Milano “caffeina d’Europa” al palazzo di Brera, svoltasi il 1° novembre 1995 (testi pubblicati da Vanni Scheiwiller nel 1999); e ancora la mostra Futurismo & futurismo pavese (2001).

Nel volumetto Tullio Crali – Una lunga fedeltà al futurismo la memoria ha poi ripercorso, attraverso lettere e conversazioni, i momenti di una conoscenza con “l’ultimo amico di Marinetti”, diventata via via amicizia e colloquio sul futurismo, sull’aeropittura e sull’aeropoesia.

Antonio Sacchi

Ha  conseguito la Maturità Classica presso il Liceo “Severino Grattoni” di Voghera nell’anno 1969 e si è laureato, nel 1973, in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Pavia, con una tesi su “Modernizzazione e regimi politici”.

Dal 1974 è responsabile, con diversi profili professionali, dei servizi culturali della Provincia di Pavia. E’ stato, tra l’altro, fino al 1981, il delegato della Provincia nello staff organizzativo del Teatro “Fraschini” che ha progettato e curato l’iniziativa “Si va per cominciare” (conosciuta anche come “Settembre Culturale”), rassegna di teatro, musica ed arti dell’espressione, una delle prime esperienze di festival della cultura nel nostro Paese.

E’ da molti anni Dirigente del Settore Beni e Attività Culturali della Provincia di Pavia e in questo ruolo segue i progetti e i programmi rivolti alla valorizzazione dei beni e delle attività culturali e quelli collegati alla gestione delle deleghe regionali in materia di sistemi bibliotecari, di sistemi museali, di promozione educativa e culturale, di cinema, di teatro e di musica.

E’ il responsabile, da quasi trent’anni del progetto educativo per la conoscenza della storia contemporanea, rivolto agli studenti degli istituti medi superiori di Pavia e provincia, conosciuto con il nome “Il tempo della Storia. Il Novecento” (ciclo di conferenze, prove concorsuali e viaggi studio all’estero). In tale veste ha accompagnato, negli anni, centinaia di studenti nella visita e nella scoperta dei luoghi della Storia del XX Secolo, nelle realtà più significative sotto il profilo della documentazione storica dal vivo e, in particolare, nei luoghi della concentrazione, della deportazione e dello sterminio dei cittadini europei di origine ebraica.

Tiene conferenze, su argomenti di storia, di cultura e società, di educazione ai media, in Licei e Istituti Superiori della città e della provincia di Pavia, promossi nell’ambito dei percorsi formativi previsti dall’autonomia scolastica. Fa parte del Consiglio Direttivo dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea.

Antonella Besussi

Laureata in Filosofia, Visiting scholar presso le Università di Cambridge e di Harvard, attualmente è professore ordinario di Filosofia Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano.

Membro del Comitato di Redazione della rivista “Filosofia e questioni pubbliche”, è co-direttrice del Master in Pari opportunità e Studi di genere della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano.

Si interessa di questioni di giustizia e di ingiustizia nelle teorie e nelle pratiche della politica contemporanea, con particolare attenzione ai temi dello spazio pubblico, soprattutto per quel che riguarda il nesso consenso/dissenso e la configurazione di maggioranze e minoranze qualitative nella forma di vita democratica.

Attualmente lavora a due diversi progetti di ricerca: il primo relativo ai significati della nozione di “sconfinamento” sullo sfondo di un ripensamento della dicotomia pubblico/privato; il secondo relativo a una possibile ridefinizione dello spazio pubblico in termini conflittualistici più che consensualistici.

Nelle sue prospettive di ricerca, specie nell’ambito del Master che dirige, centrale è il nesso tra Eguaglianza e differenza (articolato sui seguenti binari di studio: il patriarcato come regime del dominio maschile e la sua incompatibilità con l’eguaglianza moderna; assoggettamento simbolico e subordinazione pratica delle donne; l’emancipazione delle donne e la parità tra i generi: problemi e dilemmi; la marginalità delle donne come risorsa critica; la fisionomia esclusiva del contratto sociale come contratto fraterno; la distinzione pubblico/privato come distinzione tra i generi; la differenza come trappola, la differenza come risorsa).

Tra le sue pubblicazioni: La società migliore. Principi e politiche del New Deal, Milano, Il Saggiatore 1992; Giustizia e comunità. Saggio sulla filosofia politica contemporanea, Napoli, Liguori, 1997; “Religione civile e condivisione politica”, Filosofia Politica, n.3, 1995; “La visibilità tra somiglianza e distinzione”, Iride, n.25, 1998; L’Europa tra societa e politica: integrazione europea e nuove cittadinanze, a cura di Antonella Besussi, Luisa Leonini, Milano, Guerini, 2001; Somiglianza e distinzione: saggi di filosofia politica,Napoli,Liguori, 2001.

Giuseppe Polimeni
Alunno del Collegio Borromeo.

Dottore di ricerca in “Scienze letterarie”, con la tesi Gli scartafacci di Mangiafuoco. I copioni per marionette della famiglia Rame (XIV ciclo).

Ha conseguito nel 2002 l’assegno di ricerca per lo studio del volgarizzamento mantovano del De proprietatibus rerum di Bartolomeo Anglico, opera di Vivaldo Belcalzer (ms. Additional 8785, British Museum, Londra).

Dall’ottobre 1995 al giugno 1998 ha collaborato con il Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei, dove ha catalogato il materiale di Libero Bigiaretti, le lettere di Eugenio Montale a Maria Luisa Spaziani, le registrazioni relative alla biblioteca di Carlo Emilio Gadda; ha inoltre collaborato al regesto delle opere inedite di Guido Morselli. Dal luglio 1998 ha partecipato con una borsa di studio al progetto CIBIT per lo studio dei criteri paragrafematici di trascrizione del codice MA 592 della Biblioteca “Angelo Mai” di Bergamo.

Ha collaborato con il progetto “Archivio delle Voci”, che coinvolge l’Università di Pavia e altri Atenei lombardi nel reperimento e nello studio delle testimonianze dialettali.

Nel 2000 è docente di ruolo di materie letterarie nella scuola media, nel 2002 docente di ruolo di italiano e latino nei licei.

Dal 2005 è ricercatore di Storia della lingua italiana presso il Dipartimento di Scienza della Letteratura e dell’Arte medievale e moderna.
Pubblicazioni: studi su latino e volgari medievali in area settentrionale, su Dante e la retorica medievale, sulla diffusione dell’italiano tra fine Ottocento e primi anni del Novecento,  sulla storia della linguistica di fine Ottocento

Pierangelo Lombardi

Laureato in Lettere e filosofia nel 1976 con una tesi in Storia del Risorgimento. Borsista rettorale dal 1977 al 1981. Ricercatore confermato dal 1981. Direttore dell’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea dal 1997. Membro del Comitato direttivo del Centro interdipartimentale per la storia del ’900 e del Laboratorio di Didattica della storia. Condirettore dal 2004 della nuova serie degli “Annali di storia pavese”. Componente del Comitato scientifico di “Storia in Lombardia”. Componente del Comitato tecnico-scientifico del Centro interdipartimentale per lo studio e la valorizzazione dei beni culturali scolastici ed educativi.

Tra la fine degli anni ’70 primi anni ’80 si è dedicato a un’approfondita ricerca sui Comitati di liberazione nazionale in provincia di Pavia e in Lombardia, tema ripreso e approfondito negli ultimi anni su scala generale, alla luce del più aggiornato dibattito storiografico e di nuove acquisizioni documentarie. Negli anni Ottanta i principali filoni d’indagine sono stati il movimento operaio e contadino tra Otto e Novecento, la Resistenza e il neofascismo della Repubblica sociale italiana, con particolare riferimento alla storia locale. Filoni minori di ricerca – ma non per questo di scarso rilievo – sono nel contempo stati la tematica della deportazione nei lager nazisti e l’antifascismo in provincia negli anni ’20 e ’30.

I più recenti indirizzi di ricerca hanno riguardato, invece, la borghesia agraria in area padana tra Otto e Novecento; Economia e società in provincia di Pavia tra Otto e Novecento; il movimento fascista delle origini, con particolare riferimento al complesso e, per molti versi inedito, capitolo del ‘dissidentismo fascista’.

Sensibile al dibattito sulla metodologia delle fonti e ai problemi relativi alla didattica della storia, si sono approfonditi, negli anni, gli studi sull’uso delle fonti orali nella ricerca e nella didattica, sui problemi connessi alla loro metodologia e, insieme, sulla tematica della storia locale nei suoi rapporti con la storia generale.

Tra le sue pubblicazioni: Il ras e il dissidente. Cesare Forni e il fascismo pavese dallo squadrismo alla dissidenza, Roma, Bonacci, 1998; L’altro stato. Autonomismo, federalismo, regionalismo nella esperienza del CNL, in Storia del federalismo. L’eredità di Carlo Cattaneo, a cura di D. Preda e C. Rognoni Vercelli, Bologna, Il mulino, 2005; L’illusione al potere. Democrazia, autogoverno regionale e decentramento amministrativo nell’esperienza dei CLN (1944-45), prefazione Siro Lombardini, Franco Angeli, Milano 2004; Gli anni Sessanta a Pavia tra economi a e politica, in Storia delle ACLI in Provincia di Pavia, Pavia, 2003; L’esperienza dei gruppi giovanili antifascisti e la condanna del Tribunale speciale, in Dalla Resistenza all’Europa. Il mondo di Luciano Bolis, Pavia 2001, pp.39-66

Silvana Borutti

Laureata in Filosofia all’Università di Pavia nel 1968, è stata assistente di ruolo di Filosofia teoretica all’Università di Pavia dal 1973 al 1982; professore incaricato di Epistemologia dal 1975 al 1982; professore di Epistemologia presso la Scuola di Perfezionamento in Filosofia della stessa Università dal 1977 al 1984. Conseguita l’idoneità a professore associato, è stata professore associato confermato di Epistemologia all’Università di Pavia dal 1982 al 2000, e professore supplente di Epistémologie, Faculté des Lettres, Université de Lausanne, nel 1991-1992.

Dal 1° marzo 2000 è professore ordinario di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università  di Pavia. E’ membro dell’accordo di cooperazione internazionale tra le Università di Pavia, Torino, Milano, Lausanne, EHHSS e Paris V (Sorbonne), istituito nel 1994.

E’ attualmente coordinatore del Dottorato in Filosofia dell’Università di Pavia, istituito nel 2001. E’ membro del Comitato scientifico e del Comitato direttivo della Scuola Universitaria Superiore (Istituto Universitario di Studi Superiori, Università di Pavia), dal 1997. E’ membro del Consiglio scientifico del Centro interdipartimentale di Studi e Ricerche in Filosofia sociale istituito nel 2001 all’Università di Pavia.

Le sue ricerche hanno fin dall’inizio riguardato problemi di teoria della conoscenza e questioni relative alla costituzione di campi scientifico-disciplinari. In queste analisi, ha assunto come polo di interesse il linguaggio, considerato come funzione cognitiva e culturale (linguaggi concettualizzanti della filosofia, linguaggi speciali e metalinguaggi della scienze), sia come realizzazione antropologica e sociale (discorso e linguaggio ordinario).

Inizialmente  ha orientato la sua ricerca in due domini: i problemi filosofici del significato e del linguaggio (in particolare in Wittgenstein e nel post-positivismo) e i paradigmi teorici di analisi delle strutture sociali e individuali (principalmente i modelli epistemologici dell’economia, dell’antropologia e della psicoanalisi). Continuando in questa prospettiva, sta lavorando da alcuni anni all’elaborazione di un modello trascendentale e costruttivo per l’analisi dei procedimenti di modellizzazione, argomentazione e testualizzazione nelle scienze umane e sociali. Nell’ambito dell’interesse per lo statuto conoscitivo e le forme comunicative della filosofia, prende in esame le forme specifiche dell’argomentazione e della costruzione concettuale in filosofia, con particolare attenzione al modello trascendentale e al modello interpretativo; nell’ambito di interesse per la struttura teoretica dei discorsi scientifici, prende in esame le forme dell’argomentazione e i modi della costruzione degli oggetti scientifici disciplinari, con particolare attenzione alle scienze umane e al modello interpretativo nell’analisi dei linguaggi etici.

Tra le sue pubblicazioni: Significato. Saggio sulla semantica filosofica del Novecento, Zanichelli, Bologna, 1983; Teoria e interpretazione. Per un’epistemologia delle scienze umane, Guerini e Associati, Milano, 1991 (trad. fr. Théorie et interprétation, Payot, Lausanne 2001);  Per un’etica del discorso antropologico, Guerini e Associati, Milano 1993;  Filosofia delle scienze umane. Le categorie dell’antropologia e della sociologia, Bruno Mondatori, Milano 1999.

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