Breve riassunto della trama del film

La scena iniziale del film riprende eventi relativi al 2009 (anno di rilascio della pellicola): il Professor Helmsley, advisor scientifico, viene a conoscenza di alcune tempeste solari con una forte emissione di neutrini (tra l’altro molto attuali) che ottengono come effetto sul pianeta Terra un surriscaldamento del nucleo con conseguente liquefazione del mantello esterno.

Quando gli eventi si spostano al 2010 è ormai assodato che la Terra è destinata a breve sopravvivenza, ma ancora nel 2011 il segreto è strettamente celato ed i più lungimiranti, che si rendono conto del problema, vengono eliminati fisicamente.
In gran segreto le potenze mondiali organizzano un piano per il salvataggio di una ristrettissima parte dell’umanità (politici, miliardari, scienziati, finanziatori, medici, militari) mediante la costruzione, in Cina, di vere e proprie tecnologiche arche di Noè. Il finanziamento di queste attività è ottenuto mediante la vendita dei biglietti di salvataggio al prezzo di un miliardo di euro a persona e le attività di costruzione vengono mascherate con lavori relativi ad una gigantesca diga.

La storia si sposta poi nel 2012: continui terremoti, eruzioni ed esplosioni di vulcani rendono chiara a tutti la terribile situazione finché finalmente un messaggio del presidente alla popolazione degli Stati Uniti conferma che gli immani disastri naturali non sono che l’inizio di quella che sarà la fine del mondo.

Le scene si susseguono seguendo le vicissitudini di personaggi: chi si imbarca, chi ci prova pur non avendo il biglietto e chi non può o non vuole salvarsi (è il caso del Presidente del Consiglio Italiano, che rimane a pregare in una gremita piazza San Pietro rinunciando alla sua salvezza; ma sulla mondiale presa in giro al nostro premier è meglio sorvolare), fino al momento in cui arriva il “tanto atteso” terribile tsunami: amaramente, milioni di vite vengono spezzate e la geografia mondiale viene ridisegnata.

Dopo 27 giorni di navigazione i comandanti delle arche si rendono conto di essere in rotta verso Capo di Buona Speranza in Africa: il continente africano durante gli sconvolgimenti della crosta terrestre ha subito un notevole innalzamento di alcune migliaia di metri e non è stato sommerso. L’intera popolazione africana è ancora salva e l’umanità è pronta a ricominciare tutto da capo.

Commento

Due sono i messaggi importanti che a mio avviso si possono ricavare da questo film.

Il primo e più immediato riguarda la salvezza dell’Africa.
Il fatto che sarà proprio il continente oggi più sfruttato, più povero e meno sviluppato a ridare un inizio all’umanità è fortemente significativo ed è insieme denuncia ed appello verso un mondo a sé stante che non ha voce per chiedere aiuto.

Il secondo messaggio da cogliere riguarda invece il fatto che questo, come altri film catastrofici che hanno avuto recente fortuna con il dilagare di superstizioni riguardo la fine del mondo, mette in luce come l’uomo sia consapevole dei problemi ambientali della Terra.
Il mondo così come lo conosciamo potrebbe infatti finire per mille motivi, da un’immensa esplosione nucleare all’arrivo di forme di vita extra terrestri, ma si ricorre sempre alle catastrofi naturali, alla ribellione della natura contro l’umanità. E questo mette in evidenza come spesso ignoranza ed inconsapevolezza siano in realtà solo giustificazioni all’inerzia nei confronti delle questioni ambientali.

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