Sindrome cinese

5 ottobre 2011

Durante un servizio documentaristico su una centrale nucleare da 800 MW di potenza situata a Ventana, Kimberley Wells (presentatrice televisiva), Richard (operatore televisivo indipendente) ed Hector (assistente al suono) assistono ad un incidente al sistema di raffreddamento del nocciolo, ma Jack Godell, direttore della sala di controllo operativa della centrale, riesce a dominare l’emergenza, mentre Richard riprende furtivamente l’accadimento con la propria cinepresa.
Tornati in redazione Kimberly annuncia di avere una notizia esclusiva da mandare in onda, ma il direttore della rete televisiva non consente la trasmissione del filmato, perché le riprese senza permesso all’interno delle centrali nucleari sono vietate dall’articolo 18 del codice penale degli Stati Uniti. Richard si rivolge al direttore con parole offensive, criticando questa sua operazione di censura. La mattina dopo, Richard sottrae il filmato e lo porta a supervisionare da un ingegnere nucleare, il quale gli rivela che durante l’incidente si era arrivati molto vicini alla fusione del nocciolo, che, se fosse avvenuta, avrebbe provocato un gravissimo incidente nucleare, con la contaminazione dell’intera California a causa della cosiddetta sindrome cinese. Sull’incidente, intanto, indaga una commissione federale che, fra il silenzio generale dei mass media, conclude velocemente le indagini sentenziando che la situazione era stata gestita al meglio e la centrale poteva tornare operativa immediatamente. Kimberly e Richard sono convinti che questa frettolosa chiusura sia stata causata dalle spinte dell’azienda proprietaria della centrale.
Intanto Jack Godell, nel corso di una verifica, si accorge di una perdita di liquido radioattivo alla pompa che spinge l’acqua di raffreddamento verso il nocciolo. Controllando la documentazione riguardante le verifiche per la sicurezza dell’impianto, si accorge che molte radiografie delle saldature della pompa in questione erano state falsificate, sei anni prima. Godell denuncia al suo diretto superiore una grave mancanza di sicurezza e chiede che l’impianto sia chiuso e messo a norma, ma dato che questa operazione comporterebbe il fermo della centrale ed un costo di milioni di dollari, il suo allarme viene deliberatamente ignorato, e la centrale viene rimessa in esercizio come da programma.
In contatto coi giornalisti Kimberly e Richard, Godell si mette d’accordo per far pervenire le radiografie falsificate alla Commissione incaricata di rilasciare i permessi per la costruzione delle centrali nucleari. Ma il collaboratore dei due giornalisti incaricato di svolgere tale compito viene seguito dai sicari dell’azienda proprietaria della centrale, che con il loro grosso pick-up lo fanno uscire di strada, facendo sparire le radiografie dal luogo dell’incidente.
Avvertito di ciò da Kimberly, Godell cerca di raggiungere egli stesso la sede della Commissione per testimoniare, ma durante il tragitto si accorge di essere pedinato, e per seminare i suoi inseguitori guida fino alla centrale nucleare, dove essi non possono entrare. Qui scopre che il reattore è stato portato quasi al 100% della potenza, e cerca di far capire ai suoi colleghi che in tali condizioni di insicurezza arrivare al massimo della potenza poteva significare incorrere di nuovo in un incidente, ma questi non gli danno ascolto e gli consigliano di tornare a casa per rilassarsi. Esasperato, impugna una pistola, fa uscire tutti dalla sala di controllo e si chiude dentro, minacciando di liberare gas radioattivi se non gli fosse stata concessa la possibilità di essere immediatamente intervistato in diretta televisiva, così da far finalmente uscire dall’ombra le irregolarità da lui riscontrate. I dirigenti dell’azienda, davanti alle minacce di Godell, sono costretti ad accettare le sue richieste: il tecnico rivela in diretta televisiva che la centrale aveva rischiato un grave incidente, ma viene preso dall’emozione e non riesce ad esporre con chiarezza il reale stato di insicurezza della centrale e quindi il motivo del suo gesto. Nel frattempo, l’amministratore delegato dell’azienda aveva chiamato una squadra speciale della Polizia per forzare la porta della sala di controllo, e aveva ordinato ai colleghi del tecnico di provocare un allarme, in modo tale da distrarlo. Nel momento opportuno il collegamento delle telecamere viene fatto saltare e gli uomini della polizia entrano con la forza nella sala controllo, uccidendo Godell a colpi di arma da fuoco. In quel mentre la pompa difettosa entra effettivamente in avaria rischiando nuovamente il disastro, ma ancora una volta viene scongiurato il peggio.
Approfittando della confusione all’uscita della centrale, i dirigenti dell’azienda cercano di sminuire l’accaduto davanti alla folla di giornalisti accorsa sul luogo, dichiarando che un impiegato psicologicamente instabile e ubriaco si era appropriato della sala di controllo utilizzando un’arma, e per evitare rischi era stato prima assecondato e poi neutralizzato; inoltre, durante l’avvenimento la centrale aveva subito solo leggeri danni e non c’era mai stato un rischio di fusione. Proprio quando l’interesse dei giornalisti presenti sembrava affievolirsi, e la figura di Godell destinata a passare alla cronaca come quella di un folle, Kimberley Wells attira l’attenzione su un collega del tecnico ucciso, il quale dichiara al pubblico televisivo che Godell diceva il vero e che dovrà esserci un’inchiesta.

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