È sostenibile quello sviluppo che lascia alle generazioni future la possibilità di perdurare in esso. Mantenere lo sviluppo significa trovare un equilibrio, in modo che il rispetto dei diritti umani e la tutela della salute si integrino con le esigenze di conservazione delle risorse naturali.

Le risorse rinnovabili sono in grado di mantenersi costanti nel tempo, a patto che il tasso di utilizzazione di esse non superi il loro tasso di rigenerazione e che l’immissione di sostanze inquinanti e di scorie nell’ambiente non superi la capacità di carico dell’ambiente stesso.

L’equilibrio è il punto fondamentale per far sì che lo sviluppo sostenibile funzioni; non si possono apportare cambiamenti nella società senza aver prima valutato tutte le conseguenze, ambientali e non, e, come dice l’economista H. E. Daly, “non si può costruire una casa di legno con metà del legname necessario, anche se lo si sostituisce con un maggior numero di attrezzi e falegnami”.

La prima definizione di sviluppo sostenibile del 1987 è stata poi ampliata e modificata, tanto da dare vita a dei veri e propri articoli della legge italiana nell’anno 2006. Citandone uno “Anche l’attività della pubblica amministrazione deve essere finalizzata a consentire la migliore attuazione possibile del principio dello sviluppo sostenibile, per cui nell’ambito della scelta comparativa di interessi pubblici e privati connotata da discrezionalità gli interessi alla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale devono essere oggetto di prioritaria considerazione”.  Il rispetto per lo sviluppo sostenibile è, in altre parole, il rispetto per la vita della comunità; la gestione delle risorse o dei rifiuti è una delle tante norme elaborate per indirizzare l’uomo ad una vita migliore per sé e per gli altri. Questo articolo è un esempio di come i due aspetti, sociale e ambientale, che abbiamo citato all’inizio, debbano essere in equilibrio. Se così non fosse si verificherebbero fatti analoghi a quelli del 2009, quando vennero trovati relitti navali pieni di sostanze tossiche nel mar Tirreno. I rifiuti smaltiti senza rispettare la legge hanno provocato danni ambientali gravissimi: la pesca è stata vietata e la vita balneare sospesa.

Molti Stati si impegnano a non danneggiare l’ambiente: l’Islanda per esempio è considerata una delle isole più selvagge; il paesaggio è caratterizzato da una forte attività geotermica, che viene sfruttata dagli abitanti per produrre energia. Quella geotermica è considerata un’energia pulita e rinnovabile, che non provoca grandi danni ambientali. In Islanda il petrolio viene importato solo sotto forma di carburante. Nell’isola vi è anche una forte attività vulcanica e l’unico “problema” di tipo climatico che potrebbe verificarsi riguarda lo sbalzo termico e l’agitazione atmosferica, provocati dalla nube di cenere. Ne abbiamo avuto un esempio proprio nel 2010. Non si può definirlo pienamente un problema, in quanto non è stabile, ma momentaneo.

Ridurre lo spreco, agire in sicurezza, condurre un’esistenza sostenibile che renda vivibili le nostre città ed efficienti le nostre fabbriche, nel rispetto dell’ambiente e della vita umana, sono le azioni principali per permettere alle generazioni che verranno di soddisfare i propri bisogni e per dare una speranza al futuro del mondo.

1 Comment

  • mario cantella scrive:

    “Davanti agli scenari che si delineano sul nostro immediato e non immediato futuro occorra saper rinunciare a molte delle cose che ci paiono irrinunciabili e invece non lo sono affatto. E IMPARARE A DIVENTARE POVERI ASSIEME. Poveri rispetto al possesso, alla disponibilità, di cose spesso inessenziali ma per le quali ci si danna e ci si vende, si tradisce se stessi e si fa commercio della verità. E diventare così inevitabilmente più ricchi in condivisione, socialità, sapere, gratitudine. In capacità di gioire con gli altri. Come ha scritto qualcuno “Non basta sapere dire di no. Occorre fare di no…”
    (Giorgio Boatti)

    Poveri anche nel consumo di idee. Poveri nel rivendicare e praticare l’etimologia della parola gratis, “di pura grazia”. Poveri nel capire la bellezza del “Pane di ieri” come insegna Enzo Bianchi.
    Poveri nel capire che: “Semina e raccolta, difesa e cura, questa la scuola dell’obbligo fondamenta di vita” di cui parla Giovanni Lindo Ferretti nel suo libro “Reduce”.

    Giorgio Boatti, Enzo Bianchi, Giovanni Lindo Ferretti: due persone che hanno molte cose da dire agli studenti. In generale e sull’ambiente.

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