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Come la sua scuola ha ricordato e ricorda Jacopo Dentici

Il ricordo di Jacopo Dentici non è mai scomparso in quella che per sette anni fu la sua scuola, anche se probabilmente ad un certo punto, nel corso degli anni, la sua figura era diventata meno conosciuta,  essendo via via uscite dal Liceo le persone che ne avevano un ricordo personale e non essendo immediatamente disponibili alcuni dei testi che ne consentono una più approfondita conoscenza: c’erano, è vero, ma non nella biblioteca della scuola, il saggio di Pierangelo Lombardi Quelli del CLN nel volume I deportati pavesi nei lager nazisti[1]e il ricordo di Ferruccio Parri scritto nel 1964 e ripubblicato da Ugoberto Alfassio Grimaldi in Il coraggio del no, figure e fatti della Resistenza nella Provincia di Pavia[2]; non c’era, invece, una pubblicazione che contenesse il testo di Vittorio Enzo Alfieri, ricco di informazioni e che riporta anche la trascrizione di alcune lettere dal carcere[3]. Non c’era a scuola il volumetto Le Ali del Nord che raccoglie le poesie di Jacopo.

Possiamo dunque individuare due momenti.

Inizialmente la memoria  di Jacopo Dentici si conserva grazie alle persone che hanno conosciuto lui e la sua famiglia già prima della guerra e hanno almeno in parte continuato vivere e lavorare nella sua città d’adozione e nella sua stessa scuola oppure a pochi chilometri di distanza, a Pavia, dove la sorella Ornella si laurea e poi diviene docente universitaria e fondatrice nel 1962 dell’Istituto di Psicologia. Dal 1945 al 1947, ad esempio, è tornato ad essere Preside del “Grattoni” Dino Provenzal[4], vicino di casa e amico della famiglia Dentici.

Ricorda il prof. Giulio Guderzo che quando frequentava la IV Ginnasio nell’a.s. 1945-1946 nell’aula “già stava, appeso al muro, il ritratto di Jacopo”[5]. Nel primo decennio postbellico, viene dedicata alla sua memoria l’Aula di Fisica: lo attesta una targa di marmo di fianco alla porta d’ingresso di quella che ormai da decenni è diventata una normale aula (dopo essere stata negli anni Novanta il primo laboratorio di informatica della scuola): viene collocata il 31 gennaio 1952.

In data non nota viene anche istituito un “Premio Jacopo Dentici” assegnato (per merito) a studenti che dopo aver concluso il Liceo si siano iscritti o alla Facoltà di Fisica o alla Facoltà di Filosofia. Sicuramente il Premio viene assegnato sino ai primi anni Settanta, ma oggi non esiste più.

Fra i docenti degli anni Cinquanta alcuni avevano insegnato anche nel Regio Liceo Ginnasio degli anni Trenta e Quaranta, mentre altri ne erano stati allievi, più o meno coetanei di Jacopo e di sua sorella. Non ci sono più le sorelle Emilia e Nella Provenzal, insegnanti della scuola Media “Pascoli” e Adelmo Barigazzi (professore di greco e latino di Jacopo, diventato docente di letteratura greca all’Università di Pavia sino al 1968, poi a Firenze), mentre è rimasta la prof.ssa Laura Repanai che del “Grattoni” diventa Preside nel 1959 (sino al 1974). Li troviamo tutti, però, con Ornella Dentici Andreani quali membri del Comitato d’Iniziativa del Premio in memoria di Jacopo, da assegnarsi ad uno studente delle Scuole Medie Superiori della Provincia di Pavia “per il miglior lavoro su un argomento … che verterà sulla storia politica e sociale degli ultimi cinquanta anni in relazione con il movimento antifascista e la Resistenza.” Dall’atto notarile risulta che il Comitato ha sede presso il Liceo Ginnasio “Severino Grattoni”. Il gruppo originario dei promotori comprende inoltre il prof. Vittorio Enzo Alfieri, ordinario di Storia della filosofia all’Università di Pavia; l’avv. Spartaco Franzosi, ex alunno che con Jacopo aveva condiviso la scelta resistenziale[6]; ne è segretario il prof. Giulio Guderzo, incaricato di Storia del Risorgimento all’Università di Pavia (figlio di un docente del “Grattoni”, che lui stesso aveva frequentato dal 1945).

Il Premio, conferito presso il Liceo classico “Severino Grattoni” di Voghera, consiste  in una somma di denaro fornita, oltre che da Enti pubblici, dai contributi di professori, compagni di scuola, amici di Jacopo Dentici. È riservato agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori della provincia di Pavia. La Commissione viene nominata (sino al 2000) dal Provveditorato agli studi; ne fanno parte di diritto il Sindaco di Voghera e un rappresentante dell’Istituto pavese per la Storia della Resistenza e il Preside del Liceo “Grattoni” , a cui si aggiungono due insegnanti (a volte presidi) di istituti secondari della Provincia. La prima edizione è quella del 1968 (la Commissione si riunisce il 9 maggio) e le prime tre edizioni si succedono a cadenza annuale; dal 1972 il concorso diviene biennale.

Leggendo i verbali, si nota una presenza regolare all’inizio delle istituzioni (il Sindaco o un suo delegato fa parte di diritto della Commissione Giudicatrice, a volte la presiede, e partecipa ai lavori – scelta della traccia, correzione degli elaborati); poi questa presenza diventa irregolare e negli ultimi anni solo qualche volta un delegato si è presentato alla prima riunione per poi scomparire. Già negli anni Ottanta in un verbale si parla dell’opportunità di una revisione del Regolamento per ammettere al concorso anche gli studenti del penultimo anno, ma poi non se ne fa niente sino alla fine del decennio successivo. Dopo l’accorpamento dei due licei vogheresi nel 1989 (lo Scientifico “Galilei” ingloba il Classico “Grattoni”), l’organizzazione del concorso passa al Liceo “Galileo Galilei”.

Collocherei il passaggio ad una seconda fase, in cui avviene il recupero progressivo della documentazione che consente di ridare spessore e vivezza alla figura di Jacopo, alla fine degli anni Novanta.

Nel 1998 l’allora assessore alla Cultura di Voghera, prof.ssa Anna Corbi, propone alla scuola di far partecipare gli alunni della sezione classica alla cerimonia del 25 aprile: l’idea è che, accanto all’oratore ufficiale (quell’anno Pierangelo Lombardi) siano i giovani a ricordare altri giovani partigiani caduti nella lotta di liberazione. I nomi suggeriti sono quelli di Giovanni Mercurio e di Jacopo Dentici, ma i ragazzi si concentrano soprattutto su quest’ultimo: loro coetaneo, alunno della stessa scuola, sul quale raccogliamo (nella Biblioteca civica e anche contattando la sorella Ornella che ci fornisce copie di articoli e la raccolta di poesie Le Ali del Nord) tutto il materiale disponibile che poi sarà utilizzato anche in anni successivi. Il testo letto in quell’occasione viene poi inserito nel volumetto Una scelta di libertà che accompagna la riedizione delle poesie voluta dalla sorella[7]. Viene anche realizzato uno spazio sul sito con testi scritti dai ragazzi e alcuni cartelloni che ancora oggi sono collocati in un corridoio della scuola accanto al ritratto incorniciato di Jacopo. E devo dire che non solo gli studenti, ma anche i genitori spesso si fermano a leggere la biografia, le poesie e gli altri testi.

Il contatto con la famiglia è l’occasione per procedere, nel 1999, al rinnovo del Comitato d’Iniziativa del Premio Dentici[8], i cui membri originari sono in parte venuti a mancare nel corso degli anni; viene anche riscritto il Regolamento. La revisione del Regolamento  riguarda sia i tempi e le modalità di svolgimento sia le tematiche da proporre ai partecipanti, in modo da rafforzare la specificità di un Premio che si rivolge ai giovani ma ha anche come “oggetto” i giovani stessi, in quanto protagonisti della storia del Novecento e della società contemporanea. Per questo il Regolamento prevede un tema generale: “Il Novecento: i giovani e le scelte di libertà”, poi diventato “Dal Novecento al nuovo millennio: i giovani e le scelte di libertà”, nell’ambito del quale ad ogni edizione la Commissione sceglie uno specifico tema di lavoro, approfondito dagli studenti partecipanti sulla base di una bibliografia consigliata dalla Commissione stessa.

Il nuovo Regolamento prevede che della Commissione Giudicatrice, nominata dal Comitato promotore, facciano parte il Dirigente della scuola,  un rappresentante dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, il Sindaco di Voghera, l’Assessore provinciale alla Cultura e il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale (ex Provveditore agli Studi) o loro delegati (in realtà piuttosto latitanti, fatto che lega sempre più il concorso al Liceo) a cui di volta in volta si aggiungono due docenti di istituti secondari di secondo grado della provincia (ne ha fatto parte più volte l’attuale Dirigente del Liceo “Galilei”, dott.ssa Daniela Lazzaroni); possono partecipare al concorso (che rimane biennale) studenti del penultimo e dell’ultimo anno.

Qualche anno dopo (dal 2005) io e la collega Silvana Franzosi iniziamo ad inventariare l’Archivio storico della scuola e pensiamo di utilizzare i documenti (fondamentalmente i registri dei voti e dei verbali) per far compiere a una nostra classe un’esperienza di “laboratorio” di storia: il primo lavoro (a.s. 2005-2006) riguarda il processo di fascistizzazione della scuola nel corso degli anni Trenta e Quaranta e tra le pagine dei registri dei voti del Ginnasio e del Liceo e anche in quello delle circolari i ragazzi  incontrano Jacopo Dentici. Un paragrafo del lavoro di quell’anno si intitola “Dalle aule del Liceo alla Resistenza”. Il lavoro poi confluisce, insieme a quelli dei due anni successivi, in un volume intitolato Voghera e il suo Liceo[9], che contiene in appendice i “ricordi” (una sorta di intervista via mail) di un amico di Jacopo degli anni della scuola, Marcello “Miro” Pahor, che si è messo in contatto con il “Grattoni” digitando il nome di Jacopo Dentici su Google e arrivando in questo modo sul sito del Liceo da lui frequentato nel 1943-1944.

Da quasi dieci anni (sicuramente dal 2010) la celebrazione del 25 aprile prevede una tappa davanti al Liceo “Grattoni” per la deposizione di una corona in memoria di Jacopo Dentici e dal 2014 alcuni studenti leggono un breve testo per ricordarne la figura. In quello del 2016 viene ricordata la deposizione, avvenuta pochi giorni prima durante il viaggio di istruzione delle classi seconde e terze della sezione classica in Austria, di una targa commemorativa al ‘Muro dei Caduti Italiani’ a Mauthausen, dedicata a Jacopo dalla sua scuola.

Infine arriviamo ad oggi: la posa della pietra d’inciampo il mese scorso è l’occasione per riunire tutta la documentazione, insieme agli originali delle lettere e ad altri documenti dell’Archivio familiare (messi a disposizione dal nipote, prof. Lucio Andreani o forniti da altri Archivi[10], che sono stati la base per la realizzazione sia del video Jacopo: una scelta di libertà da parte di alcuni alunni sia della Mostra documentaria aperta nei giorni successivi nella Biblioteca della scuola. Parallelamente si è provveduto ad implementare la sezione del sito appositamente creata e sto lavorando con la prof.ssa Giovanna Debattisti alla realizzazione del Catalogo (per ora digitale) della Mostra che ci sembra un’opportunità importante per rendere consultabili e fruibili i documenti. Prevediamo di metterlo on line sul sito della scuola per il prossimo 25 aprile.

[1] AA.VV., I deportati pavesi nei lager nazisti, Collana di monografie degli “Annali di storia pavese” – n.1, Amministrazione provinciale di Pavia, Pavia 1981; per la verità la nota 65 rimanda ai testi fondamentali, che avremmo in seguito cercato ed utilizzato.

[2] AA.VV., Il coraggio del no, figure e fatti della Resistenza nella Provincia di Pavia, ed. Amministrazione Provinciale di Pavia, 1976

[3] Era stato pubblicato in due puntate sul Giornale di Voghera nel 1966.

[4] Di origini livornesi, ebreo ma convertito da tempo al cattolicesimo, era stato costretto alle dimissioni nel settembre 1938 con l’entrata in vigore dei primi provvedimenti razzisti antiebraici che riguardavano proprio la scuola (alunni e docenti). Abitava al n. 7 di Corso 27 marzo; la famiglia Dentici abitava al n. 11.

[5] Giulio Guderzo, Ricordo di Ornella Dentici Andreani. Una vita di lavoro, ricerca e scuola., Giornale di Voghera, 28 settembre 2017.

[6] Franzosi frequentava la classe successiva a quella di Jacopo e i loro nomi vengono associati in un rapporto di polizia dell’aprile 1944; a Franzosi si attribuisce la responsabilità di aver introdotto nel Liceo volantini sovversivi. In classe con Spartaco Franzosi c’era anche Piero Fontana, partigiano della Brigata Capettini, morto durante il rastrellamento invernale nel dicembre 1944.

[7] AA.VV., Una scelta di libertà. Testimonianze su Jacopo Dentici e la Resistenza, Pavia 2000

[8] Attualmente ne fanno parte: Lucio Andreani, Giulio Guderzo, Pierangelo Lombardi, Anna Corbi, Silvana Borutti, Antonella Dagradi e Aurora Bonfoco (nel 1999 ne facevano parte anche Ornella Dentici Andreani, poi sostituita dal figlio, e Laura Repanai).

[9] Voghera e il suo Liceo (a cura di A.Bonfoco e S.Franzosi), CEO – Comune di Voghera, Voghera 2008

[10] Archivio ITS (International Tracing Service) di Bad Arolsen (Germania); Archivio dell’Istituto Nazionale Ferruccio; Archivio ISTORECO-Pavia.

 

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