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Le rappresentazioni dei nostri gruppi teatrali

I gruppi teatrali coordinati dalla prof. Monica Gentili porteranno in scena il loro lavoro sia a Voghera, sia a Pavia.

Questi i loro spettacoli:

TREMENDICANTI

Regia Bruno Cavanna

Allestimento tratto da “L’opera da tre soldi” di Brecht, con testo ridotto e semplificato a cura degli allievi. Abbiamo conservato alcune delle musiche e delle canzoni originali. Sono stati introdotti chiari riferimenti alla realtà attuale.

E POI NON RIMASE NESSUNO

Regia Bruno Cavanna

Una ripresa, in chiave umoristica, del celebre giallo “Dieci piccoli indiani”. Gli omicidi ci sono tutti e il meccanismo è quello originale, salvo che gli assassinati non si prendono per nulla sul serio e parlano anche da morti, la polizia è ridicola e il soggiorno sull’isola, tutto sommato, gradevole.

Siete tutti invitati alle rappresentazioni:

Mercoledì 27 marzo, ore 21

Teatro Adolescere

“E non rimase più nessuno”

Entrambi gli spettacoli

al Teatro Fraschini il 5 maggio dalle ore 16.

Il  ‘tour’ proseguirà a Milano, il 29 maggio al teatro F. Parenti, alle ore 14.00.Quest’ultima rappresentazione sarà il contributo della nostra scuola alla rassegna tetrale cui partecipano le scuole lombarde che hanno aderito all’iniziativa LAIV action, progetto laboratoriale co-finanziato dalla Fondazione Cariplo (per approfondimenti si veda www.progettolaiv.it ) e teso all’incentivazione, all’interno delle scuole e sotto la guida di docenti ed esperti esterni, dello studio ‘performativo’ delle arti visive e dello spettacolo, dalla musica al teatro alla danza.

E poi non rimase nessuno – locandina

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Scuole in scena

Il Laboratorio teatrale della Sezione classica del Liceo “Galilei” partecipa alla rassegna pavese del Fraschini

Pavia, teatro Volta, giovedì 10 maggio, ore 21.

 

 

 LE VINTE DEI VINTI:  Nuova versione delle ‘Troiane’ di Euripide

Gli allievi del laboratorio teatrale della sezione classica del liceo Galilei si misurano quest anno con il testo di Euripide nella versione che di esso diede il filosofo francese J. P. Sartre l’indomani della guerra di Algeria. Per gli allievi vogheresi si tratta della conclusione del lavoro extra-curricolare condotto anche questo anno scolastico sotto la guida del regista Bruno Cavanna. E’ al contempo un ritorno allo specifico teatrale ‘greco’ dopo esperienze tese ad indagare il teatro moderno nei suoi autori più innovativi o problematici quali Brecht, portato alle scene due anni or sono con il ‘Galileo’, o Giraudoux nella ‘Pazza di Chaillot’, lo scorso anno, per citare solo gli ultimi spettacoli messi in scena.

Da più di venti anni ormai gli studenti della sezione classica, cui si sono uniti nel tempo anche alcuni allievi dello scientifico, del linguistico e del liceo delle scienze umane, si interrogano sul presente vestendo anche i panni dell’antico, e, pur nel turn over generazionale legato al passaggio al liceo, hanno dato vita nel corso degli anni ad una virtuale compagnia stabile. Quest’anno sono le ‘Troiane’ di Euripide a offrire lo spunto per una riflessione amara sulla perennità dell’ingiustizia. La lettura di Sartre, inoltre, ha caricato o meglio esplicitato un messaggio implicito nel testo euripideo: l’ingiustizia ritorna al mittente con gli interessi; le vittime indicano al loro carnefice l’orrore che lo attende.

Le donne vinte dei vinti, in attesa di sapere chi dei vincitori se le porterà via sono le donne che sempre le guerre si lasciano dietro, vinte una seconda volta, e capaci proprio per questo di gettare uno sguardo ancor più lucido e terso sul male del mondo, sulla violenza gratuita che alcuni pensano di avere il diritto di esercitare su altri. Nella umanità lacerata e straziata dei vinti sta  il coraggio di affrontare il dolore e traguardarlo pur senza una visione salvifica o consolatoria, sta la comprensione che va oltre il presente ed è preclusa invece a chi compie la violenza, carnefice destinato, al suo ritorno in patria, ad essere vittima della carneficina che egli stesso ha procurato. Nessuno si salva, non c’è ritorno dalla violenza, non redenzione, non pace; non si può fare come se non fosse successo niente; resta il sangue delle vittime sacrificali, sgozzate come agnelli sulle tombe dei padri, gettate giù dalle rupi nell’età dell’innocenza, o burattini senza consapevolezza i cui fili possono essere spezzati da un momento all’altro: tutto dipende da un capriccio, un divertimento, una vendetta o una scommessa di dei ‘troppo umani’, che affacciano alla finestra il loro cinismo.

Questo cercano di trasmettere gli allievi del laboratorio: Francesca Barbieri, Silvia Bellinzona, Michele Boatti, Giulia Bona, Beatrice Canepa, Camilla Carlini, Dario Casarini, Federica Caslotti, Martina De Marchi, Angelica Fascella, Riccardo Fossati, Luca Ghigliani, Federica Marini, Alberto Mastromarino, Paula Teodora Matei, Lucia Nesi, Ambra Rosetti, Rebecca Ruotolo, Erica Anthea Stoppini, Giorgio Tascone.

 Lo spettacolo si inserisce nella rassegna che il Teatro Fraschini di Pavia ha organizzato anche quest anno lanciando una proposta coraggiosa e interculturale alle scuole pavesi e della provincia. Trasversale e aperta sia sull’antico sia sul contemporaneo o sul ‘nuovo’ elaborato in proprio da allievi, insegnanti e registi, la rassegna coglie il valore insostituibile del teatro nella comunicazione e nella formazione degli studenti, coinvolti a prescindere dal tipo di scuola o dal rendimento scolastico, dalla bravura attoriale o dal successo personale. Tutti sono chiamati ed aiutati ad esprimersi se lo desiderano; tutti possono trovare nella scuola e nei suoi protagonisti, insegnanti e testi, se li cercano con passione e interessi autentici, gli strumenti per conoscersi meglio e ri-conoscersi nelle passioni che altri prima di loro hanno provato.

Il laboratorio è inoltre il luogo materiale e virtuale in cui abilità, competenze e conoscenze trovano la loro autentica collocazione nello spazio comunicativo e in cui dirigenza, base e utenza, destinatari e destinatori si incrociano e si danno una mano.

Nel difficile equilibrio tra autonomia e tagli al bilancio in cui si trova oggi la scuola, dove è quasi inevitabile rinunciare a progetti, tanto più significativo risulta questo laboratorio teatrale, testimonianza della volontà di continuare una esperienza pluriennale da parte di persone che ci credono, la dirigente scolastica in primis, Daniela Lazzaroni e il supporto tecnico di persone che sanno motivare gli allievi a prodotti di qualità, frutto di riflessione profonda e cooperative learning.

Quest’anno l’iniziativa si è avvalsa anche del co-finanziamento della Fondazione Cariplo, reso possibile dal Progetto LAIV. Con tale progetto la Fondazione intende aiutare e promuovere le iniziative che introducano nelle scuole strumenti quali le arti visive e musicali tese a migliorare l’apprendimento dei singoli allievi e ad accrescere la motivazione e migliorare le modalità di apprendimento.

 Il laboratorio parteciperà con questa opera, il 19 maggio, alla rassegna internazionale che si terrà a Palazzolo Acreide. Gli allievi reciteranno all’aperto nel teatro greco, in un’iniziativa che vede coinvolti 5000 allievi sia di scuole italiane che di altre nazionalità. Il teatro sarà occasione di confronto, come sempre, non solo su modi e temi del teatro antico, ma anche sul nostro sofferto e problematico presente.

Maria Monica Gentili

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