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Jacopo Dentici – Biografia

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1926 Jacopo nasce l’11 settembre a Rio Grande del Sud (Brasile), figlio di Salvatore Dentici e di Marcella Ferrero; in quello stesso anno la famiglia torna in Italia e si stabilisce a Milano.

1933 A settembre Salvatore Dentici diventa primario chirurgo presso l’Ospedale Civile di Voghera; con la famiglia si trasferisce in città e va ad abitare in Corso 27 marzo n. 11.

1933-1934 Jacopo frequenta la seconda elementare alle Scuole “nuove” Edmondo De Amicis di Voghera.

FOTO CON POESIE1936-1941  Si iscrive, con un anno di anticipo, alla prima ginnasio presso il Regio Liceo-Ginnasio Severino Grattoni di Voghera; studente di intelligenza precoce, appassionato di matematica e fisica ma anche amante dell’arte, della musica e della filosofia, negli anni liceali traduce dal greco poesie liriche, alcuni idilli di Teocrito e il Ciclope di Euripide (la traduzione di quest’ultimo testo sarà pubblicata postuma nel 1955 a cura del suo professore di greco, Adelmo Barigazzi).

1942-1943 Jacopo frequenta la seconda liceo. Dal secondo trimestre risulta iscritto alla seconda classe anche Giorgio Parri, figlio di Ferruccio Parri, impiegato presso l’ufficio studi della società Edison (spostato a causa dei bombardamenti da Milano a Voghera): la famiglia Parri abita in corso 27 marzo n. 7, a poca distanza dalla casa di Jacopo. Frequentano la prima liceo Piero Fontana e Spartaco Franzosi: Piero Fontana parteciperà alla Resistenza nella Brigata Capettini della Divisione “Aliotta” e morirà il 15 dicembre 1944; il nome di Spartaco Franzosi verrà associato, invece, in rapporti della polizia dell’aprile 1944, a quello di Jacopo.

1943 Al termine della seconda liceo, in giugno, sostiene l’esame di maturità e successivamente, a soli 17 anni, si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università di Milano per poi passare a quella di Fisica pura. Dopo l’8 settembre, Jacopo entra nei Gap del Comando Piazza di Voghera, dedicandosi a varie attività, dalla raccolta di armi, alla distribuzione di stampa clandestina, all’aiuto portato agli ex-prigionieri anglo-americani; la sua è una famiglia antifascista: la madre Marcella Ferrero, la sorella Ornella e il futuro cognato Franco Andreani sono impegnati nella Resistenza nelle file di Giustizia e Libertà.  

1944 É tra i fondatori, con amici milanesi, del Fronte della Gioventù, organizzazione unitaria dei giovani comunisti, socialisti, democratici cristiani, liberali, azionisti, repubblicani impegnati nella lotta di Liberazione  (costituita a Milano nel gennaio 1944; la base ideale e programmatica fu elaborata da Eugenio Curiel, 1912/1945).  Segnalato il 31 maggio come “elemento pericoloso” in un rapporto al comando provinciale GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) dell’UPI (Ufficio Politico Investigativo) di Voghera, Jacopo si trasferisce a Milano, dove entra nella segreteria di Ferruccio Parri, al Comando generale del Corpo Volontari della Libertà, unendosi agli altri giovani del Servizio collegamenti incaricati del pericoloso compito di tenere i contatti con gruppi milanesi ed esterni; collabora anche con Antonio ‘Nino’ Scapolla (nato nel 1912), militante pavese del Partito d’Azione, chiamato a Milano da Parri al Comando generale del Corpo Volontari della Libertà. A questi mesi di lotta clandestina appartengono le 23 poesie raccolte nel 1958 nel volumetto Le ali del Nord, pubblicato dall’editore Gianni Scheiwiller.

1944 Il 7 novembre è arrestato dai militi della legione ‘Muti’, nella sede di viale Bianca Maria n. 45, dove si era recato per recuperare dei documenti e del denaro, ben consapevole del pericolo, in quanto la sede era stata in precedenza perquisita dalla polizia. Dapprima è portato nella caserma Salinas, poi consegnato alle SS, quindi condotto nel carcere di San Vittore dove condivide con Nino Scapolla (arrestato in quello stesso giorno) la cella n.65. Entrambi, ripetutamente torturati, non parlano e nessun altro arresto si verifica tra le file azioniste.

DOKUMENTETD308247 copia1945 Il 16 gennaio è trasferito al campo di Bolzano. Il nome di Jacopo compare in una lista dei comandi alleati in cui si indicano i prigionieri nelle mani dei tedeschi da “salvare se possibile”: in questa lista, compilata da Parri, Dentici figura come membro del Comando generale. Il 1° febbraio da Bolzano è deportato a Mauthausen, dove giunge il 4 febbraio, gli viene assegnato il numero di matricola 126163. Trasferito nel sottocampo di Gusen II il 17 febbraio, vi morirà circa quindici giorni dopo, il suo nome è depennato dal Registro del Campo ed è annotata la data del decesso: 1° marzo 1945.

1946 In novembre l’Università degli Studi di Milano conferisce a Jacopo Dentici, caduto “per la libertà e la dignità della patria”, la laurea ‘honoris causa’.

 

 

 

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